La terapia parodontale non chirurgica ha come obiettivo principale quello di provare a far guarire il parodonto senza fare interventi di chirurgia parodontale.
I cardini della terapia parodontale non chirurgica sono l'educazione del paziente ad una corretta igiene orale e la levigazione radicolare. Ci sono degli studi che testimoniano come sia sufficiente una rimozione costante della placca radicolare per ridurre di molto la profondità di sondaggio delle tasche parodontali. Sono inoltre significativi anche i risultati che si ottengono anche dopo una singola strumentazione radicolare sulla composizione della flora batterica subgengivale.
I parametri misurabili per valutare l'efficacia di una terapia parodontale sono:
1) Livello di attacco clinico.
2) Profondità delle tasche.
3) Sanguinamento al sondaggio.
4) Flora microbica subgengivale.
Gli studi fatti dimostrano che, nonostante la chirurgia parodontale sia preferibile per ottenere risultati a breve termine, su lunghe distanze di tempo i risultati di una terapia parodontale non chirurgica diventano quasi uguali a quelli di una terapia chirurgica. Quasi tutta la letteratura è concorde su questo.
C'è da ricordare, inoltre, che nelle tasche con profondità di sondaggio > 7mm è più facile ottenere una riduzione della profondità rispetto a quelle < 3mm, in cui si riscontra sempre una certa perdita di attacco.
Tratto da: Rivista Italiana di Stomatologia - n° 4 anno 2008
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lunedì 9 marzo 2009
venerdì 6 marzo 2009
Fumo ed Implantologia
Il fumo sembra provochi una serie di problemi in cavo orale, quali disturbi parodontali, perdita di osso, di denti, di tessuti, periimplantite e non ultimo perdita di impianti endoossei. Ma la letteratura è molto contrastata perché negli articoli che vengono pubblicati, lo screening dei pazienti che vengono sottoposti a terapia implantare che viene fatto in base al fumo, varia da 0 a 5, a 10, fino a 20 sigarette al giorno che, per la salute di un individuo, rappresentano una differenza rilevante; il fumo della pipa sembra essere ancora peggiore per i problemi che provoca al palato.

Periimplantite: infiammazione della mucosa e tasche parodontali intorno agli impianti; i fumatori sono più soggetti che i non fumatori a questo tipo di problema; la periimplantite, se non trattata, può portare alla perdita dell'impianto. Se il paziente smette di fumare, ci sarà un miglioramento nel risultato del trattamento implantare.
Se il paziente smette di fumare 3-4 settimane prima di posizionare gli impianti e non fuma durante il periodo di guarigione, migliorerà la prognosi.
Tratto da: Odontostudio.net

Periimplantite: infiammazione della mucosa e tasche parodontali intorno agli impianti; i fumatori sono più soggetti che i non fumatori a questo tipo di problema; la periimplantite, se non trattata, può portare alla perdita dell'impianto. Se il paziente smette di fumare, ci sarà un miglioramento nel risultato del trattamento implantare.
Se il paziente smette di fumare 3-4 settimane prima di posizionare gli impianti e non fuma durante il periodo di guarigione, migliorerà la prognosi.
Tratto da: Odontostudio.net
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Scaling e Root planing

In tema di placca batterica e tartaro è doveroso parlare, sia pur brevemente, di curettage, scaling e root planing
Non è possibile descrivere una tecnica dettagliata per tutto ciò che riguarda la strumentazione sottogengivale. L’unico modo per imparare bene queste tecniche è l’addestramento clinico. Trovo tuttavia utile dare delle “istruzioni di base”. C’è molta confusione per quanto riguarda la terminologia.
Anzitutto la detartrasi mira a rimuovere la placca e il tartaro sopra e sotto gengivale. Può avvenire con una tecnica chiusa, ossia senza visione diretta o una tecnica aperta, ossia con esposizione dei tessuti da trattare, tramite lembi. La scelta dipende dalla gravità della malattia Parodontale, dalla situazione locale e la si può scegliere solo dopo accurata valutazione clinica-strumentale (sondaggio parodontale). Si usano curette, falcetti, zappette, scalpelli e lime.
Il termine Scaling (letteralmente, dall’inglese, significa togliere squame, concrezioni dure, residui) significa rimuovere tartaro.
Il termine Curettage indica il procedimento di levigatura o “raschiatura” che può avvenire sulla radice per rimuovere il cemento necrotico e allora si parla di Curettage radicolare, o sulla superficie sulculare della gengiva per rimuovere i tessuti molli, allora si parla di Curettage gengivale.
Il termine Root Planing indica proprio l’azione di “piallare” la radice, ossia di levigarla, renderla liscia e dura. È un termine Statunitense molto “colorito”. In pratica, più o meno sarebbe sinonimo di Curettage radicolare.
La curette viene inserita nella tasca con la parte tagliente quasi parallela alla superficie radicolare. Viene raggiunto il fondo in questa posizione.
A questo punto viene ruotata con la parte tagliente contro la radice e si rimuove il tartaro o il cemento necrotico, con colpi decisi e brevi in senso apico-coronale.
Strumentazione nell’arcata inferiore.Lo strumento è impugnato nella cosiddetta “presa modificata della penna”, in cui un dito funziona da appoggio per fare fulcro stabile e rendere possibile il movimento breve e secco del polso – avambraccio.
Strumentazione nell’arcata superiore, come in quella inferiore. Se il dente da trattare è molto mobile è consigliabile immobilizzarlo con la mano sinistra durante la strumentazione per assorbirne, almeno in parte, i traumi.
L’importanza del Curettage, Scaling e Root Planing è essenziale, insieme alla rimozione di tutti i fattori che favoriscono la ritenzione della placca batterica, nella terapia iniziale, ossia causale della malattia parodontale.
Solo dopo una accurata preparazione iniziale, è possibile infatti un’attenta rivalutazione delle condizioni gengivali, ossee, della profondità delle tasche parodontali, della mobilità dei denti, della “raggiunta motivazione” del paziente e della sua capacità e volontà nel mantenere con l’igiene la nuova condizione di salute. Il risultato di questa fase di preparazione iniziale, costituisce la base per chiarire e pianificare gli eventuali procedimenti terapeutici parodontali definitivi.
Tratto da: Dentisti Italia
giovedì 5 marzo 2009
La visita parodontale - Parte 2
Segue dall'articolo precedente
PREPARAZIONE INIZIALE PARODONTALE
- Ablazione Tartaro con Ultrasuoni o altre metodiche previa copertura antibiotica per ovvi motivi di Poussès di microbi.
- Curettage e Scaling ricordando che:
Scaling: rimozione del tartaro molto duro “sfuggito alla Ablazione con ultrasuoni o altro”.
Curettage gengivale: rimozione dei tessuti molli della tasca parodontale.
Curettage radicolare: rimozione dei tessuti (cemento) necrotici della radice.
Root Planing: esasperazione propria dell’ “American Slang”, del concetto di curettage radicolare
E' preferibile , la prima volta, farla a cielo coperto subito dopo l’Ablazione Tartaro a Ultrasuoni e la lucidatura dei denti. È meno traumatizzante e rendiamo le gengive più “trattabili” chirurgicamente, poi in sede di Rivalutazione si deciderà come proseguire!
Il curettage e Scaling è meglio farlo con gli strumenti a mano, Curette, Scaler, etc e non con il Laser o altro perché è ESSENZIALE, che io, operatore chirurgo, abbia una visione tridimensionale mentale da comparare al sondaggio parodontale che solo la sensazione tattile della curetta nella tasca contro i tessuti molli, duri del cemento e duri dell’osso, può dare. Questo è essenziale per arrivare ad una corretta Diagnosi ed emettere una altrettanto corretta Prognosi. Insomma devo poter mantenere viva ed in allerta tutta la mia “Capacità di Clinico Medico e Parodontologo”
- Impronte per costruire i modelli di studio e presa dell’Arco Facciale di Trasferimento: i due punti di repere posteriori si ottengono inserendo i terminali dell'arco nei meati acustici esterni; il terzo punto di repere anteriore e individuato dal supporto glabellare, che definisce la posizione verticale anteriore dell'arco stesso.
In questo modo si definisce il piano di riferimento asse cerniera-piano orbitale. Una forchetta a ferro di cavallo consente di mettere in rapporto l'arcata superiore con l'arco facciale. In conclusione, trasferiti in tal modo i modelli maestri su un articolatore, possiamo orientare i modelli delle arcate rispetto al cranio e studiare l'inclinazione dei tragitti condilari e dell'angolo di Bennet.
- Rx Endorali che chiameremo Studio Valutativo Parodontale: una lastra per 4 incisivi, una per ogni canino, una per i due premolari (tutte queste sono Rx verticali) e una lastra orizzontale per i tre molari ( a volte ne servono due) per un totale di 7/8 Rx ad arcata!
SECONDA VISITA DI RIVALUTAZIONE PARODONTALE
Con tutto ciò che abbiamo rilevato e studiato nella PREPARAZIONE INIZIALE PARODONTALE, si rivaluta ora la “bocca” con gengive certamente non più in Infiammazione Acuta, con le Tasche private del tessuto di granulazione interno che ne falsava la giusta presa delle misure e procediamo ad una visita totale Parodontale come nella Prima visita con la ripresa delle misure delle tasche parodontali, lo studio dei modelli montati su articolatore, lo studio delle radiografie comparando il tutto con lo studio dell’apparato stomatognatico del paziente. In questa sede si procederà anche alla pianificazione della eliminazione di tutto ciò che di irrazionale è in bocca ( restauri conservativi e protesici irrazionali, necessità di immobilizzazione temporanea o definitiva di denti con mobilità superiore al 1°, pianificazione della risoluzione di eventuali disgrazie per le quali si segnerà una ulteriore serie di Visite anche per lo studio Cefalometrico), pianificazione di tutta la conservativa, endodonzia, chirurgia orale, Gengiviti e solo alla fine si pianificherà la “parte di riabilitazione Chirurgica Parodontale!
Arriveremo così ad una diagnosi esatta, ad emettere una Prognosi, ed infine ad un ulteriore colloquio col paziente che sarà reso edotto su tutti i suoi problemi (sottolineando complicazioni, tempi, possibilità di recideve etc.).
Gli si spiegherà col dovuto tatto che la “terapia parodontale”, per la sua importanza e complessità in quanto coinvolge tutta l’Odontoiatria, “DEVE ESSERE MERITATA”, dal Paziente, ossia Egli deve dimostrare di avere imparato saper mantenere un eccellente igiene orale, cambiando o “addolcendo” anche abitudini sbagliate e viziate; sopra a tutte alimentazione, stile di vita e il fumo.
Gli si spiegherà bene che il Curettage e Scaling non è un “optional” ma è un Vero e proprio proseguimento irrinunciabile della terapia Parodontale con scadenze da pianificare a seconda della situazione e a cui dovrà essere sottoposto per tutta la vita e gli si potrà così chiedere un consenso informato scritto, in base alla Sentenza 12.6.1982, n° 3604 della sezione III della Cassazione Civile che ha riaffermato che è necessario il consenso informato del paziente per qualsiasi intervento operatorio, di qualsivoglia entità, eseguito sia ai fini funzionali che estetici.
Tratto da: Dentisti Italia
PREPARAZIONE INIZIALE PARODONTALE
- Ablazione Tartaro con Ultrasuoni o altre metodiche previa copertura antibiotica per ovvi motivi di Poussès di microbi.
- Curettage e Scaling ricordando che:
Scaling: rimozione del tartaro molto duro “sfuggito alla Ablazione con ultrasuoni o altro”.
Curettage gengivale: rimozione dei tessuti molli della tasca parodontale.
Curettage radicolare: rimozione dei tessuti (cemento) necrotici della radice.
Root Planing: esasperazione propria dell’ “American Slang”, del concetto di curettage radicolare
E' preferibile , la prima volta, farla a cielo coperto subito dopo l’Ablazione Tartaro a Ultrasuoni e la lucidatura dei denti. È meno traumatizzante e rendiamo le gengive più “trattabili” chirurgicamente, poi in sede di Rivalutazione si deciderà come proseguire!
Il curettage e Scaling è meglio farlo con gli strumenti a mano, Curette, Scaler, etc e non con il Laser o altro perché è ESSENZIALE, che io, operatore chirurgo, abbia una visione tridimensionale mentale da comparare al sondaggio parodontale che solo la sensazione tattile della curetta nella tasca contro i tessuti molli, duri del cemento e duri dell’osso, può dare. Questo è essenziale per arrivare ad una corretta Diagnosi ed emettere una altrettanto corretta Prognosi. Insomma devo poter mantenere viva ed in allerta tutta la mia “Capacità di Clinico Medico e Parodontologo”
- Impronte per costruire i modelli di studio e presa dell’Arco Facciale di Trasferimento: i due punti di repere posteriori si ottengono inserendo i terminali dell'arco nei meati acustici esterni; il terzo punto di repere anteriore e individuato dal supporto glabellare, che definisce la posizione verticale anteriore dell'arco stesso.
In questo modo si definisce il piano di riferimento asse cerniera-piano orbitale. Una forchetta a ferro di cavallo consente di mettere in rapporto l'arcata superiore con l'arco facciale. In conclusione, trasferiti in tal modo i modelli maestri su un articolatore, possiamo orientare i modelli delle arcate rispetto al cranio e studiare l'inclinazione dei tragitti condilari e dell'angolo di Bennet.
- Rx Endorali che chiameremo Studio Valutativo Parodontale: una lastra per 4 incisivi, una per ogni canino, una per i due premolari (tutte queste sono Rx verticali) e una lastra orizzontale per i tre molari ( a volte ne servono due) per un totale di 7/8 Rx ad arcata!
SECONDA VISITA DI RIVALUTAZIONE PARODONTALE
Con tutto ciò che abbiamo rilevato e studiato nella PREPARAZIONE INIZIALE PARODONTALE, si rivaluta ora la “bocca” con gengive certamente non più in Infiammazione Acuta, con le Tasche private del tessuto di granulazione interno che ne falsava la giusta presa delle misure e procediamo ad una visita totale Parodontale come nella Prima visita con la ripresa delle misure delle tasche parodontali, lo studio dei modelli montati su articolatore, lo studio delle radiografie comparando il tutto con lo studio dell’apparato stomatognatico del paziente. In questa sede si procederà anche alla pianificazione della eliminazione di tutto ciò che di irrazionale è in bocca ( restauri conservativi e protesici irrazionali, necessità di immobilizzazione temporanea o definitiva di denti con mobilità superiore al 1°, pianificazione della risoluzione di eventuali disgrazie per le quali si segnerà una ulteriore serie di Visite anche per lo studio Cefalometrico), pianificazione di tutta la conservativa, endodonzia, chirurgia orale, Gengiviti e solo alla fine si pianificherà la “parte di riabilitazione Chirurgica Parodontale!
Arriveremo così ad una diagnosi esatta, ad emettere una Prognosi, ed infine ad un ulteriore colloquio col paziente che sarà reso edotto su tutti i suoi problemi (sottolineando complicazioni, tempi, possibilità di recideve etc.).
Gli si spiegherà col dovuto tatto che la “terapia parodontale”, per la sua importanza e complessità in quanto coinvolge tutta l’Odontoiatria, “DEVE ESSERE MERITATA”, dal Paziente, ossia Egli deve dimostrare di avere imparato saper mantenere un eccellente igiene orale, cambiando o “addolcendo” anche abitudini sbagliate e viziate; sopra a tutte alimentazione, stile di vita e il fumo.
Gli si spiegherà bene che il Curettage e Scaling non è un “optional” ma è un Vero e proprio proseguimento irrinunciabile della terapia Parodontale con scadenze da pianificare a seconda della situazione e a cui dovrà essere sottoposto per tutta la vita e gli si potrà così chiedere un consenso informato scritto, in base alla Sentenza 12.6.1982, n° 3604 della sezione III della Cassazione Civile che ha riaffermato che è necessario il consenso informato del paziente per qualsiasi intervento operatorio, di qualsivoglia entità, eseguito sia ai fini funzionali che estetici.
Tratto da: Dentisti Italia
La chirurgia osseo resettiva
Solo nei casi di parodontite avanzata e solo dopo la fase iniziale non chirurgica è indicato il trattamento chirurgico della parodontite.
Nel caso di parodontite avanzata, il tessuto osseo e gengivale che sostiene gli elementi dentari è distrutto e le tasche parodontali si approfondiscono creando uno spazio più largo dove i batteri possono proliferare.
Anche se il paziente ha un’ottima igiene orale, la terapia chirurgica è indicata poiché le manovre di igiene domiciliare non permettono di posizionare le setole dello spazzolino al di sotto della gengiva per più di 0.8mm.
Qualora non si intervenisse chirurgicamente, le tasche tenderebbero ad approfondirsi, l’osso alveolare a riassorbirsi e qualora questa perdita fosse notevole, l’estrazione potrebbe essere l’unica terapia possibile.
L’approccio chirurgico consiste nel rimuovere il tessuto malato (la tasca) e nel ricontornare i tessuti molli (gengive) e duri (osso alveolare) al fine di ottenere un’anatomia che permetta l’eliminazione permanente delle tasche, dei difetti ossei (crateri), e di favorire le manovre di igiene domiciliare. La tecnica chirurgica, nota come “Chirurgia osseo resettiva”, ha subito dei cambiamenti notevoli negli ultimi anni al fine di poter eliminare la patologia parodontale pur conservando un aspetto gengivale il più estetico ed atraumatico possibile.
Quali sono i benefici delle “Chirurgia osseo resettiva”?
Principale vantaggio della chirurgia osseo resettiva è la riduzione delle tasche parodontali, dei difetti ossei peri-dentali, dei batteri responsabili della parodontite e della sua progressione, ed il mantenimento quindi degli elementi dentari e di un sorriso sano. La sola eliminazione dei batteri, come avviene nella terapia non chirurgica, non è sufficiente per prevenire recidive.
Tasche profonde sono impossibili da pulire per il paziente, quindi è importante ridurle cosicché il paziente possa mantenere gengive e denti sani con l’igiene domiciliare ed il mantenimento professionale. Un parodonto sano permette di mantenere i denti nel tempo e di prevenire eventuali patologie sistemiche (ad esempio patologie cardiovascolari, diabete, etc.).
Tratto da: Tabanella Implantologia
Nel caso di parodontite avanzata, il tessuto osseo e gengivale che sostiene gli elementi dentari è distrutto e le tasche parodontali si approfondiscono creando uno spazio più largo dove i batteri possono proliferare.
Anche se il paziente ha un’ottima igiene orale, la terapia chirurgica è indicata poiché le manovre di igiene domiciliare non permettono di posizionare le setole dello spazzolino al di sotto della gengiva per più di 0.8mm.
Qualora non si intervenisse chirurgicamente, le tasche tenderebbero ad approfondirsi, l’osso alveolare a riassorbirsi e qualora questa perdita fosse notevole, l’estrazione potrebbe essere l’unica terapia possibile.
L’approccio chirurgico consiste nel rimuovere il tessuto malato (la tasca) e nel ricontornare i tessuti molli (gengive) e duri (osso alveolare) al fine di ottenere un’anatomia che permetta l’eliminazione permanente delle tasche, dei difetti ossei (crateri), e di favorire le manovre di igiene domiciliare. La tecnica chirurgica, nota come “Chirurgia osseo resettiva”, ha subito dei cambiamenti notevoli negli ultimi anni al fine di poter eliminare la patologia parodontale pur conservando un aspetto gengivale il più estetico ed atraumatico possibile.
Quali sono i benefici delle “Chirurgia osseo resettiva”?
Principale vantaggio della chirurgia osseo resettiva è la riduzione delle tasche parodontali, dei difetti ossei peri-dentali, dei batteri responsabili della parodontite e della sua progressione, ed il mantenimento quindi degli elementi dentari e di un sorriso sano. La sola eliminazione dei batteri, come avviene nella terapia non chirurgica, non è sufficiente per prevenire recidive.
Tasche profonde sono impossibili da pulire per il paziente, quindi è importante ridurle cosicché il paziente possa mantenere gengive e denti sani con l’igiene domiciliare ed il mantenimento professionale. Un parodonto sano permette di mantenere i denti nel tempo e di prevenire eventuali patologie sistemiche (ad esempio patologie cardiovascolari, diabete, etc.).
Tratto da: Tabanella Implantologia
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