La parodontite nasce per una serie di cofattori di cui, come abbiamo visto, solo due sono di fondamentale rilevanza: i batteri ed il sistema immunitario dell'ospite. Per questo è possibile utilizzare sostanze antimicrobiche sia per via sistemica che topica.
L'antibiotico, nel caso di malattia parodontale, deve essere presente sia nei tessuti che a livello delle tasche parodontali, e questo tipo di trattamento non può prescindere dalle fasi iniziali della terapia parodontale, vale a dire scaling e root planing.
AGENTI ANTIMICROBICI SISTEMICI
Si rivelano molto efficaci soprattutto nei casi di gengivite ulcero necrotica avanzata o di parodontite refrattaria, in pazienti in cui la malattia parodontale è particolarmente estesa (es: pazienti affetti da AIDS).
Si utilizzano diversi antibiotici tra cui: amoxicillina, metronidazolo, tetraciclina.
Tuttavia, è difficile capire quale sia la terapia corretta visto la difficoltà nel localizzare l'agente infettivo responsabile della parodontite.
Vi sono molti studi, effettuati da medici come Winkelhoff e Coll. e come Haffaje e coll, in cui viene dato peso rilevante all'amoxicillina associata a metronidazolo e tetraciclina per combattere un range di specie batteriche considerate tra le più comuni della malattia parodontale.
TERAPIA ANTIMICROBICA LOCALE
Alcuni autori pensano che una terapia sistemica sia eccessiva e possa portare effetti collaterali, ma soprattutto che solo una minima parte dell'antibiotico raggiunga le tasche.
Meglio quindi optare per terapia locale, in cui si utilizzano fibre di tetraciclina e metronidazolo gel.
Soprattutto il secondo è molto efficace verso alcune delle specie batteriche più comuni, viene assorbito dalla mucosa e rilasciato lentamento per 24h.
Ricerca personalizzata
Visualizzazione post con etichetta Root Planing. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Root Planing. Mostra tutti i post
sabato 7 marzo 2009
venerdì 6 marzo 2009
Scaling e Root planing

In tema di placca batterica e tartaro è doveroso parlare, sia pur brevemente, di curettage, scaling e root planing
Non è possibile descrivere una tecnica dettagliata per tutto ciò che riguarda la strumentazione sottogengivale. L’unico modo per imparare bene queste tecniche è l’addestramento clinico. Trovo tuttavia utile dare delle “istruzioni di base”. C’è molta confusione per quanto riguarda la terminologia.
Anzitutto la detartrasi mira a rimuovere la placca e il tartaro sopra e sotto gengivale. Può avvenire con una tecnica chiusa, ossia senza visione diretta o una tecnica aperta, ossia con esposizione dei tessuti da trattare, tramite lembi. La scelta dipende dalla gravità della malattia Parodontale, dalla situazione locale e la si può scegliere solo dopo accurata valutazione clinica-strumentale (sondaggio parodontale). Si usano curette, falcetti, zappette, scalpelli e lime.
Il termine Scaling (letteralmente, dall’inglese, significa togliere squame, concrezioni dure, residui) significa rimuovere tartaro.
Il termine Curettage indica il procedimento di levigatura o “raschiatura” che può avvenire sulla radice per rimuovere il cemento necrotico e allora si parla di Curettage radicolare, o sulla superficie sulculare della gengiva per rimuovere i tessuti molli, allora si parla di Curettage gengivale.
Il termine Root Planing indica proprio l’azione di “piallare” la radice, ossia di levigarla, renderla liscia e dura. È un termine Statunitense molto “colorito”. In pratica, più o meno sarebbe sinonimo di Curettage radicolare.
La curette viene inserita nella tasca con la parte tagliente quasi parallela alla superficie radicolare. Viene raggiunto il fondo in questa posizione.
A questo punto viene ruotata con la parte tagliente contro la radice e si rimuove il tartaro o il cemento necrotico, con colpi decisi e brevi in senso apico-coronale.
Strumentazione nell’arcata inferiore.Lo strumento è impugnato nella cosiddetta “presa modificata della penna”, in cui un dito funziona da appoggio per fare fulcro stabile e rendere possibile il movimento breve e secco del polso – avambraccio.
Strumentazione nell’arcata superiore, come in quella inferiore. Se il dente da trattare è molto mobile è consigliabile immobilizzarlo con la mano sinistra durante la strumentazione per assorbirne, almeno in parte, i traumi.
L’importanza del Curettage, Scaling e Root Planing è essenziale, insieme alla rimozione di tutti i fattori che favoriscono la ritenzione della placca batterica, nella terapia iniziale, ossia causale della malattia parodontale.
Solo dopo una accurata preparazione iniziale, è possibile infatti un’attenta rivalutazione delle condizioni gengivali, ossee, della profondità delle tasche parodontali, della mobilità dei denti, della “raggiunta motivazione” del paziente e della sua capacità e volontà nel mantenere con l’igiene la nuova condizione di salute. Il risultato di questa fase di preparazione iniziale, costituisce la base per chiarire e pianificare gli eventuali procedimenti terapeutici parodontali definitivi.
Tratto da: Dentisti Italia
giovedì 5 marzo 2009
La visita parodontale - Parte 2
Segue dall'articolo precedente
PREPARAZIONE INIZIALE PARODONTALE
- Ablazione Tartaro con Ultrasuoni o altre metodiche previa copertura antibiotica per ovvi motivi di Poussès di microbi.
- Curettage e Scaling ricordando che:
Scaling: rimozione del tartaro molto duro “sfuggito alla Ablazione con ultrasuoni o altro”.
Curettage gengivale: rimozione dei tessuti molli della tasca parodontale.
Curettage radicolare: rimozione dei tessuti (cemento) necrotici della radice.
Root Planing: esasperazione propria dell’ “American Slang”, del concetto di curettage radicolare
E' preferibile , la prima volta, farla a cielo coperto subito dopo l’Ablazione Tartaro a Ultrasuoni e la lucidatura dei denti. È meno traumatizzante e rendiamo le gengive più “trattabili” chirurgicamente, poi in sede di Rivalutazione si deciderà come proseguire!
Il curettage e Scaling è meglio farlo con gli strumenti a mano, Curette, Scaler, etc e non con il Laser o altro perché è ESSENZIALE, che io, operatore chirurgo, abbia una visione tridimensionale mentale da comparare al sondaggio parodontale che solo la sensazione tattile della curetta nella tasca contro i tessuti molli, duri del cemento e duri dell’osso, può dare. Questo è essenziale per arrivare ad una corretta Diagnosi ed emettere una altrettanto corretta Prognosi. Insomma devo poter mantenere viva ed in allerta tutta la mia “Capacità di Clinico Medico e Parodontologo”
- Impronte per costruire i modelli di studio e presa dell’Arco Facciale di Trasferimento: i due punti di repere posteriori si ottengono inserendo i terminali dell'arco nei meati acustici esterni; il terzo punto di repere anteriore e individuato dal supporto glabellare, che definisce la posizione verticale anteriore dell'arco stesso.
In questo modo si definisce il piano di riferimento asse cerniera-piano orbitale. Una forchetta a ferro di cavallo consente di mettere in rapporto l'arcata superiore con l'arco facciale. In conclusione, trasferiti in tal modo i modelli maestri su un articolatore, possiamo orientare i modelli delle arcate rispetto al cranio e studiare l'inclinazione dei tragitti condilari e dell'angolo di Bennet.
- Rx Endorali che chiameremo Studio Valutativo Parodontale: una lastra per 4 incisivi, una per ogni canino, una per i due premolari (tutte queste sono Rx verticali) e una lastra orizzontale per i tre molari ( a volte ne servono due) per un totale di 7/8 Rx ad arcata!
SECONDA VISITA DI RIVALUTAZIONE PARODONTALE
Con tutto ciò che abbiamo rilevato e studiato nella PREPARAZIONE INIZIALE PARODONTALE, si rivaluta ora la “bocca” con gengive certamente non più in Infiammazione Acuta, con le Tasche private del tessuto di granulazione interno che ne falsava la giusta presa delle misure e procediamo ad una visita totale Parodontale come nella Prima visita con la ripresa delle misure delle tasche parodontali, lo studio dei modelli montati su articolatore, lo studio delle radiografie comparando il tutto con lo studio dell’apparato stomatognatico del paziente. In questa sede si procederà anche alla pianificazione della eliminazione di tutto ciò che di irrazionale è in bocca ( restauri conservativi e protesici irrazionali, necessità di immobilizzazione temporanea o definitiva di denti con mobilità superiore al 1°, pianificazione della risoluzione di eventuali disgrazie per le quali si segnerà una ulteriore serie di Visite anche per lo studio Cefalometrico), pianificazione di tutta la conservativa, endodonzia, chirurgia orale, Gengiviti e solo alla fine si pianificherà la “parte di riabilitazione Chirurgica Parodontale!
Arriveremo così ad una diagnosi esatta, ad emettere una Prognosi, ed infine ad un ulteriore colloquio col paziente che sarà reso edotto su tutti i suoi problemi (sottolineando complicazioni, tempi, possibilità di recideve etc.).
Gli si spiegherà col dovuto tatto che la “terapia parodontale”, per la sua importanza e complessità in quanto coinvolge tutta l’Odontoiatria, “DEVE ESSERE MERITATA”, dal Paziente, ossia Egli deve dimostrare di avere imparato saper mantenere un eccellente igiene orale, cambiando o “addolcendo” anche abitudini sbagliate e viziate; sopra a tutte alimentazione, stile di vita e il fumo.
Gli si spiegherà bene che il Curettage e Scaling non è un “optional” ma è un Vero e proprio proseguimento irrinunciabile della terapia Parodontale con scadenze da pianificare a seconda della situazione e a cui dovrà essere sottoposto per tutta la vita e gli si potrà così chiedere un consenso informato scritto, in base alla Sentenza 12.6.1982, n° 3604 della sezione III della Cassazione Civile che ha riaffermato che è necessario il consenso informato del paziente per qualsiasi intervento operatorio, di qualsivoglia entità, eseguito sia ai fini funzionali che estetici.
Tratto da: Dentisti Italia
PREPARAZIONE INIZIALE PARODONTALE
- Ablazione Tartaro con Ultrasuoni o altre metodiche previa copertura antibiotica per ovvi motivi di Poussès di microbi.
- Curettage e Scaling ricordando che:
Scaling: rimozione del tartaro molto duro “sfuggito alla Ablazione con ultrasuoni o altro”.
Curettage gengivale: rimozione dei tessuti molli della tasca parodontale.
Curettage radicolare: rimozione dei tessuti (cemento) necrotici della radice.
Root Planing: esasperazione propria dell’ “American Slang”, del concetto di curettage radicolare
E' preferibile , la prima volta, farla a cielo coperto subito dopo l’Ablazione Tartaro a Ultrasuoni e la lucidatura dei denti. È meno traumatizzante e rendiamo le gengive più “trattabili” chirurgicamente, poi in sede di Rivalutazione si deciderà come proseguire!
Il curettage e Scaling è meglio farlo con gli strumenti a mano, Curette, Scaler, etc e non con il Laser o altro perché è ESSENZIALE, che io, operatore chirurgo, abbia una visione tridimensionale mentale da comparare al sondaggio parodontale che solo la sensazione tattile della curetta nella tasca contro i tessuti molli, duri del cemento e duri dell’osso, può dare. Questo è essenziale per arrivare ad una corretta Diagnosi ed emettere una altrettanto corretta Prognosi. Insomma devo poter mantenere viva ed in allerta tutta la mia “Capacità di Clinico Medico e Parodontologo”
- Impronte per costruire i modelli di studio e presa dell’Arco Facciale di Trasferimento: i due punti di repere posteriori si ottengono inserendo i terminali dell'arco nei meati acustici esterni; il terzo punto di repere anteriore e individuato dal supporto glabellare, che definisce la posizione verticale anteriore dell'arco stesso.
In questo modo si definisce il piano di riferimento asse cerniera-piano orbitale. Una forchetta a ferro di cavallo consente di mettere in rapporto l'arcata superiore con l'arco facciale. In conclusione, trasferiti in tal modo i modelli maestri su un articolatore, possiamo orientare i modelli delle arcate rispetto al cranio e studiare l'inclinazione dei tragitti condilari e dell'angolo di Bennet.
- Rx Endorali che chiameremo Studio Valutativo Parodontale: una lastra per 4 incisivi, una per ogni canino, una per i due premolari (tutte queste sono Rx verticali) e una lastra orizzontale per i tre molari ( a volte ne servono due) per un totale di 7/8 Rx ad arcata!
SECONDA VISITA DI RIVALUTAZIONE PARODONTALE
Con tutto ciò che abbiamo rilevato e studiato nella PREPARAZIONE INIZIALE PARODONTALE, si rivaluta ora la “bocca” con gengive certamente non più in Infiammazione Acuta, con le Tasche private del tessuto di granulazione interno che ne falsava la giusta presa delle misure e procediamo ad una visita totale Parodontale come nella Prima visita con la ripresa delle misure delle tasche parodontali, lo studio dei modelli montati su articolatore, lo studio delle radiografie comparando il tutto con lo studio dell’apparato stomatognatico del paziente. In questa sede si procederà anche alla pianificazione della eliminazione di tutto ciò che di irrazionale è in bocca ( restauri conservativi e protesici irrazionali, necessità di immobilizzazione temporanea o definitiva di denti con mobilità superiore al 1°, pianificazione della risoluzione di eventuali disgrazie per le quali si segnerà una ulteriore serie di Visite anche per lo studio Cefalometrico), pianificazione di tutta la conservativa, endodonzia, chirurgia orale, Gengiviti e solo alla fine si pianificherà la “parte di riabilitazione Chirurgica Parodontale!
Arriveremo così ad una diagnosi esatta, ad emettere una Prognosi, ed infine ad un ulteriore colloquio col paziente che sarà reso edotto su tutti i suoi problemi (sottolineando complicazioni, tempi, possibilità di recideve etc.).
Gli si spiegherà col dovuto tatto che la “terapia parodontale”, per la sua importanza e complessità in quanto coinvolge tutta l’Odontoiatria, “DEVE ESSERE MERITATA”, dal Paziente, ossia Egli deve dimostrare di avere imparato saper mantenere un eccellente igiene orale, cambiando o “addolcendo” anche abitudini sbagliate e viziate; sopra a tutte alimentazione, stile di vita e il fumo.
Gli si spiegherà bene che il Curettage e Scaling non è un “optional” ma è un Vero e proprio proseguimento irrinunciabile della terapia Parodontale con scadenze da pianificare a seconda della situazione e a cui dovrà essere sottoposto per tutta la vita e gli si potrà così chiedere un consenso informato scritto, in base alla Sentenza 12.6.1982, n° 3604 della sezione III della Cassazione Civile che ha riaffermato che è necessario il consenso informato del paziente per qualsiasi intervento operatorio, di qualsivoglia entità, eseguito sia ai fini funzionali che estetici.
Tratto da: Dentisti Italia
Iscriviti a:
Post (Atom)