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venerdì 6 marzo 2009

Fumo ed Implantologia

Il fumo sembra provochi una serie di problemi in cavo orale, quali disturbi parodontali, perdita di osso, di denti, di tessuti, periimplantite e non ultimo perdita di impianti endoossei. Ma la letteratura è molto contrastata perché negli articoli che vengono pubblicati, lo screening dei pazienti che vengono sottoposti a terapia implantare che viene fatto in base al fumo, varia da 0 a 5, a 10, fino a 20 sigarette al giorno che, per la salute di un individuo, rappresentano una differenza rilevante; il fumo della pipa sembra essere ancora peggiore per i problemi che provoca al palato.

Periimplantite: infiammazione della mucosa e tasche parodontali intorno agli impianti; i fumatori sono più soggetti che i non fumatori a questo tipo di problema; la periimplantite, se non trattata, può portare alla perdita dell'impianto. Se il paziente smette di fumare, ci sarà un miglioramento nel risultato del trattamento implantare.

Se il paziente smette di fumare 3-4 settimane prima di posizionare gli impianti e non fuma durante il periodo di guarigione, migliorerà la prognosi.





Tratto da: Odontostudio.net

Il problema della periimplantite | Articolo tratto da COIR

Proponiamo qui di seguito un articolo tratto dalla rivista COIR riguardante il problema spinoso della periimplantite

In questa trattazione il dott. Eugenio Romeo di Milano espone con chiarezza la tematica, proponendo un protocollo diagnostico-terapeutico applicabile alle diverse situazioni cliniche che si possono presentare. Riteniamo la classificazione, l'analisi dei risultati ottenuti e l'iconografia dell'articolo utili per tutti i professionisti che si dedicano all'implantologia e che, di conseguenza, devono saperne riconoscere ed affrontare con successo i limiti e gli ostacoli.

L'articolo, in inglese, è scaricabile dal link sottostante:

Chirurgia rigenerativa guidata

Per chirurgia rigenerativa guidata intende normalmente con questo termine la ricostruzione di perdite ossee con l’impiego di apposite membrane e viene applicata in implantologia endoossea in presenza di perdite ossee primarie o secondarie all’inserzione dell’impianto. E’ possibile procedere in due fasi o in una sola fase.

Procedimento bifasico: si cerca di ottenere con l’applicazione delle membrane una disponibilità ossea sufficiente per l’ancoraggio degli impianti, in un secondo tempo si procede ad incorporare l’impianto nel tessuto osseo rigenerato
Procedimento monofasico: si applicano le membrane per aumentare la quantità di osso disponibile e contemporaneamente si applica l’impianto.

In caso di ridotta disponibilità ossea secondaria si applicano le membrane per realizzare l’ossificazione della perdita ossea periimplantare al fine della ri-osseointegrazione nell’ambito di un trattamento di periimplantite.

Tecnica GBR (guided bone rigeneration)Schema dell’intervento di posizionamento dell’impianto e successivamente della membrana che induce al suo interno abbondante rigenerazione ossea.

Il midollo osseo è il sito di provenienza delle cellule che hanno la funzione di formare nuovo osso. Il nutrimento e l’ossigeno vengono veicolati dai vasi sanguigni che passano dal midollo osseo nel coagulo sanguigno presente nella zona della perdita ossea.
Il coagulo è in pratica una matrice "OSTEOCONDUTTIVA" in cui si DIFFERENZIANO GLI OSTEOBLASTI ossia le cellule formatrici di osso. Se si separa questa zona dal tessuto molle (connettivo) circostante attraverso una "membrana", al di sotto di essa si verificherà una normale osteogenesi .
Per sostenere la membrana, che dovrà comunque essere fissata da apposite viti, si stabilizza il coagulo utilizzando osso autologo (proveniente dal paziente) in cui sono presenti tra l’altro importanti fattori di crescita, addizionato di osso decalcificato e liofilizzato o di idrossilapatite.



Tratto da: Implantologia.net